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UNA STORIA DI EMIGRAZIONE

 

Sono qui per presentarvi una piccola storia personale di emigrazione,  dall'Albania all'Italia. Cominciamo...

A causa di un duro regime dittatoriale con a capo l'allora temutissimo Enver Hoxha, fino al 1991 il popolo albanese non ha potuto varcare i confini dell'Albania o, più precisamente, chi ci provò venne fucilato. Tra le prime persone che sono riuscite ad emigrare, c'era anche mio padre.

Il 4 marzo 1991 si infiltrò nel porto di Durazzo e si “travestì” da operaio calandosi in una piccola barca che trasportava circa 120 persone, tutto ciò per fuggire da un paese che allora non dava alcuna possibilità economica. Quando i controllori del porto si accorsero che la piccola nave stava partendo, cominciarono a sparare alla cieca, ma nessuno venne colpito. Il giorno dopo arrivarono a Brindisi e vennero trasferiti ad Ostuni dove un albergo li ospitò per ben due mesi. Dopo questi due mesi mio padre e altre poche persone vennero portate in un campeggio chiamato Torre Cane dove stette per 5 mesi, lavorando in nero. Dopodichè venne trasferito a Popoli in provincia di Pescara, dove ottenne un lavoro in regola come saldatore e una casa popolare. Ebbe la possibilità di avere una casa perchè lo Stato italiano rilasciava i documenti appena i clandestini arrivavano in Italia. Nel maggio del 1992 mio padre riuscì a far venire mia madre in Italia presentando richiesta di ricongiungimento familiare. Dopo l'arrivo di mia madre, i miei genitori vissero a Popoli per 8 mesi e successivamente si trasferirono a Schio perchè mia zia abitava lì.

Questa è una delle tante storie di emigrazione. Non penso che per tutti sia stato così facile perchè c'è chi ci ha rimesso “le penne”... e non c'è molto da ridere.

 

Miriana N.


Zona pedonale principale di Durazzo

Parte di un castello romano a Durazzo

Classiche spiagge albanesi... Che meraviglia vero?