![]() | |
| Febbraio 2010 Sei in: Home - Ecomafia | |
| La nostra realtà: "una classe imperfetta" Ecomafia senza crisi | |
|
C’è un’economia che non sembra subire i contraccolpi della crisi. Anzi, al contrario, in questa economia i fatturati aumentano, le attività si diversificano, nuovi territori vengono conquistati. E nuove “imprese” si affermano. Cos’è? Un’organizzazione criminale? Forse mafia? Gomorra? No, è qualcosa di ancor più specializzato. Signori e signore, ecco a voi l’ecomafia! Partiamo da dati certi. L’ecomafia è quel ramo dell’attività illecita che va a puntare su tutto ciò che è naturalistico. Esempi possono essere lo smaltimento illegale dei rifiuti, l’edificazione di strutture in zone protette, la costruzione di discariche abusive…e così via. Il giro economico dell’ecomafia tocca l’assurda cifra di 20,5 miliardi di lire all’anno. Su 108mila tonnellate di rifiuti 35mila vengono smaltite secondo modalità totalmente scorrette. Si potrebbe continuare per ore ad elencare i più svariati modi da cui, illegalmente, l’ecomafia trae profitto. La gran parte delle persone non è consapevole di tutto ciò, come non si è al corrente della “strada dei pozzi”, quel collegamento che dall’Italia porterebbe direttamente alla Somalia (Paese asiatico nel quale finiscono la gran parte dei rifiuti italiani smaltiti illegalmente), o del fatto che in Campania (regione con maggiore emergenza rifiuti, seguita dalla totalità del Mezzogiorno nel suo complesso - nel nord ha rilevanza soltanto la Lombardia) è stata trovata una discarica abusiva dalle pazzesche dimensioni: estensione di ben 4 chilometri e profondità di 10 metri…moltiplicati tre! Oppure delle false promesse degli ecomafiosi che promuovono la costruzione di vasche per l’agricoltura, che magicamente in una sola notte spariscono. Già, una notte. Funziona così: i camion carichi di rifiuti giungono, nelle ore notturne, in corrispondenza di queste buche, scaricano il loro contenuto ricoprendolo immediatamente con terra e sabbia. E nessuno vede niente. Si fa un po’ il gioco delle tre scimmiette: non vedo, non sento e non parlo. Certo, perché chi parla può subire gravi conseguenze. Qui il problema è radicato. Da dopo l’Unità d’Italia (con Garibaldi), momento nel quale la mafia si è sviluppata al sud per ribellarsi contro le tasse, si è scesi sempre più in basso, di male in peggio…Fino a che ora siamo immersi fino al collo nella m…elma. Ma se le istituzioni facessero qualcosa, per lo meno ciò che promettono, se ci fosse un clima di serietà collettivo, se si cambiasse tutti insieme…Perché questo non può verificarsi? Perchè dobbiamo vivere con l’ansia che un giorno o l’altro per il nostro Paese sarà davvero la fine? Io risponderei con una similitudine. E’ un circolo vizioso, un po’ come in una classe. C’è chi trascina e chi viene trascinato, chi fa e chi no, chi è quieto e chi disturba il lavoro degli altri. C’è chi si fa il mazzo e ottiene risultati, chi si fa il mazzo e non ottiene niente, chi fa niente e ottiene il mazzo, pronto e rilegato. C’è chi lavora costantemente, ed una mancanza gli fa cadere tutto e c’è chi non lavora mai ma se una sola volta fa qualcosa di buono gli si edifica un monumento. C’è chi si impegna, suda e tace, non chiede nulla e c’è chi fa del male, e vuole che gli venga dato il bacio sulla fronte. Perché così è, qualcuno che cerca di combattere questo Paese che va allo scatafascio esiste, ma il male continua comunque a dilagare ed è una piaga aperta che non riesce a rimarginare. E chi fa bene si vede crollare il mondo addosso. Ma un giorno, un giorno tante cose potranno essere migliori perché anche se finora Homo Sapiens della vita non ha capito un accidente, arriverà il momento in cui si dovrà confrontare con la natura, e saranno guai seri, molto seri. Per ora speriamo che questo SISTRI (SIStema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) possa aiutarci a migliorare il sistema almeno in questo settore. E’ un sistema elettronico che consente di rintracciare i rifiuti speciali (controllata in modo particolare è la Campania) ed entrerà in vigore entro l’anno. Agli utenti (produttori iniziali di rifiuti pericolosi, produttori iniziali di rifiuti non pericolosi, regione Campania, commercianti ed intermediari, consorzi e trasportatori professionali) verranno consegnati: un dispositivo elettronico per l’accesso alla sicurezza, un dispositivo USB contenente username e password, un dispositivo elettronico da installare su ogni veicolo (per controllarne la posizione) e apparecchiature idonee per monitorare l’ingresso e l’uscita degli automezzi dagli impianti di discarica. “L’Italia è il primo Paese a dotarsi di un apparato simile. Un modello capace di coniugare efficienza, controlli e rigorosa tutela della salute e dell’ambiente”, scrive il Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo. La speranza è che questo SISTRI possa portare alla distruzione di quel trono sul quale è perfettamente radicato il virus dell’ambiente: questa schifosa ecomafia. Giada Rossi, 2^CE
| |