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| Febbraio 2010 Sei in: Home - Videogiochi | |
| Videogiochi: l'esperienza dei MMOG | |
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Con la recente (ma non troppo) diffusione dei browser game è iniziata una nuova era nell' universo sconfinato dei videogiochi. Infatti, quando nel 1993 Sylvan W. Clebsch pubblicò il primo videogioco per browser internet (da qui il nome browser game), per il grande interesse manifestato dai naviganti della rete di allora , molti programmatori decisero di dedicarsi appieno a questo settore e nel giro di breve tempo furono prodotti una grande varietà di giochi. Adesso basta collegarsi per trovare migliaia e migliaia di divertimenti che spaziano tra svariati temi: da sportivi a manageriali, da strategici a culturali e così via... Ultimamente abbiamo potuto assistere a una evoluzione di questi videogiochi detta MMOG (Massive Multiplayer Online Game) che permettono di misurarsi non più con il cervello artificiale del computer (che alla fine, capito il meccanismo, funziona sempre alla stessa maniera) ma coinvolgendo altre persone reali (e perciò imprevedibili); il gioco diventa più divertente ed interessante. Personalmente ho “frequentato” un MMOG e l' ho trovato molto appassionante: l' obbiettivo era quello di costruirsi un impero spaziale e lo scopo era quello di scalare la classifica dei giocatori (detti player): per farlo bisognava estrarre risorse da vari pianeti con cui sviluppare tecnologie per potenziare il proprio impero. Naturalmente tutti concorrono per raggiungere lo stesso obbiettivo e chi ha iniziato prima è avvantaggiato ma, grazie alla possibilità di allearsi con altri player per combattere un nemico comune, è possibile fare amicizia con persone di tutto il mondo e ciò può essere molto positivo per la conoscenza delle lingue straniere. Purtroppo, come tutte le guerre virtuali e non, è inevitabile che nascano dissensi tra i partecipanti e ciò non è piacevole; per questo ci sono dei moderatori detti Game Operator che hanno il compito di regolare i rapporti tra le persone; la loro arma? La possibilità di bannare(=bandire) i players per un tempo più o meno lungo (tra la lista interminabile delle persone bannate non erano pochi quelli che non avevano più la possibilità di giocare) Parlo al passato perchè tutti i giochi, seppur curati alla perfezione, alla lunga diventano noiosi; sono riuscito a giocare per un anno, ma alla fine mi sono stancato. Un requisito fondamentale per utilizzare questi giochi è il tempo: molti di questi hanno la particolarità di non fermarsi mai neanche quando ci si disconnette perciò ci si ritrova a dover controllare frequentemente di non essere sotto attacco da parte di un avversario. Dimenticavo di aggiungere che la maggioranza di questi giochi sono gratuiti ma con la possibilità di accedere a funzionalità particolari (utili a scalare rapidamente la classifica dei giocatori) mediante pagamento di soldi reali; esistono poi giochi completamente a pagamento con un canone mensile e altri totalmente gratuiti le cui spese sono coperte dalla pubblicità inserita. Trovo assai stupido il fatto di spendere per una cosa virtuale ma ovviamente la gestione dei MMOG richiede molti soldi e in questo modo chi fornisce il servizio trova il modo di coprire le spese. Consiglio a tutti di provare perchè questa forma di divertimento aiuta molto a socializzare, ricordando però che alla fine le persone che si incontrano sono sconosciuti e da tali bisogna trattarli. Non tutti sono ragazzi che hanno solo voglia di divertirsi ma tra loro ci sono adulti che hanno intenzioni ben diverse dalle nostre!
Leo Zaltron 4°Ag
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