Sindone: Dialogo tra Scienza e Fede

 

Alcune classi del nostro Istituto hanno avuto l'occasione di partecipare, il giorno 23 Aprile, ad un incontro nella nostra Aula Magna, dove erano stati invitati Don Marco e Don Domenico, della parrocchia di Schio, per parlarci della Sindone.

Per quanti non ne sapevano abbastanza su tale argomento, questa è stata un'ottima occasione. L'incontro si è rivelato interessante e illuminante.

 

Cosa è stato detto...

Cos'è la Sindone?

La Sindone è un telo di lino, conservato a Torino dal 1578, sul quale si può vedere l'immagine di un uomo che porta segni di  torture, che si possono paragonare a quelli descitti nella Passione di Cristo.

L'uomo di cui si possono vedere alcuni tratti rimasti impressi nel telo si identifica, secondo la tradizione, sarebbe Gesù e il lenzuolo sarebbe stato usato per avvolgere il suo corpo nel sepolcro.

 

Dal 10 Aprile al 23 Maggio l'originale è esposta nel Duomo di Torino..

Le ultime date dell'ostensione pubblica della Sindone che ci hanno ricordato sono:

u    1933: In occasione dell'Anno Santo

u    1973: Prima ostensione televisiva in diretta

u    1978: Per il IV centenario del trasporto della Sacra Sindone da Chambery a Torino

u    1998: Per il 500º anniversario della consacrazione del Duomo di Torino e il primo centenario dell'ostensione.

u    2000: Per l'anno del Grande Giubileo

u    2010: Torna a Torino il omento forse più significativo per i credenti cattolici.

 

Qualche cenno storico.. (Fonte: www.sindone.org/ )

A tutt’oggi le prime testimonianze documentarie sicure relative alla Sindone di Torino datano alla metà del XIV secolo, quando Geoffroy de Charny, valoroso cavaliere e uomo di profonda fede, depose il Lenzuolo nella chiesa da lui fondata nel 1353 nel suo feudo di Lirey in Francia, non lontano da Troyes.

Nel corso della prima metà del ‘400, a causa dell’aggravarsi della Guerra dei cento anni, Marguerite de Charny ritirò la Sindone dalla chiesa di Lirey (1418) e la portò con sé nel suo peregrinare attraverso l’Europa. Finalmente ella trovò accoglienza presso la corte dei duchi di Savoia, alla quale erano stati legati sia suo padre sia il secondo marito, Umbert de La Roche. Fu in quella situazione che avvenne, nel 1453, il trasferimento della Sindone ai Savoia, nell’ambito di una serie di atti giuridici intercorsi tra il duca Ludovico e Marguerite.

 A partire dal 1471, Amedeo IX il Beato, figlio di Ludovico, incominciò ad abbellire e ingrandire la cappella del castello di Chambéry, capitale del Ducato, in previsione di una futura sistemazione della Sindone.

Dopo una iniziale collocazione nella chiesa dei francescani, la Sindone venne definitivamente riposta nella Sainte-Chapelle du Saint-Suaire. In questo contesto i Savoia richiesero e ottennero nel 1506 dal Papa Giulio II il riconoscimento di una festa liturgica propria, per la quale fu scelto il 4 maggio. II 4 dicembre 1532 un incendio devastò la Sainte-Chapelle e causò al Lenzuolo notevoli danni che furono riparati nel 1534 dalle Suore Clarisse della città.

 Emanuele Filiberto trasferì definitivamente la Sindone a Torino nel 1578. Il Lenzuolo giunse in città il 14 settembre di quell’anno, tra le salve dei cannoni, in un'atmosfera di grande solennità.

 La Sindone restò, da quel momento, definitivamente a Torino dove, nei secoli seguenti, fu oggetto di numerose ostensioni pubbliche e private. La religiosità del Piemonte (e non solo) fu ovviamente molto influenzata da questa presenza così importante. Ne sono testimonianza viva numerosi dipinti rinvenibili nella capitale e in molti paesi del ducato. Anche le grandi e solenni ostensioni, molto frequenti nei due secoli barocchi, ne sottolinearono l’aspetto devozionale pubblico.

 

Cosa si vede.. E perché viene attribuita a Cristo?

Le due immagini che possiamo vedere in questo lenzuolo ritraggono un uomo nudo, con barba e capelli lunghi. Le due immagini sono una di fronte e l'altra di schiena, proprio perché il telo ricopriva interamente l'uomo. L'immagine risulta maggiormente comprensiva nel negativo fotografico che abbiamo potuto osservare personalmente. L'uomo presenta numerose ferite, tra le più evidenti ci sono quelle sui polsi e sugli avampiedi. Questi segni ci riconducono a Gesù, crocifisso in croce. Non solo, la Sindone lascia trapelare anche: una ferita da taglio al costato, ferite sul capo riconducibili ad un casco di spine, e molteplici ferite, circa 120, dovute a frustate. Tutto ciò sembrerebbe corrispondere al resoconto evangelico della crocifissione.

 

Il popolo si divide: dibattito sull'autenticità.

C'è chi crede che questo lenzuolo sia quello che abbia coperto il corpo di Cristo dopo la sua crocifissione, e chi no. Il popolo è diviso.

“Fede o Scienza” ci si chiede? Non vi è una risposta, ognuno la trova per se.

 

Studi scientifici a riguardo..

La datazione con la tecnica del Carbonio 14, eseguita nel 1988, ha dato come risultato un tempo compreso tra il 1260 e il 1390. Molto dopo quindi dalla morte di Cristo. Ma sono state sollevate subito numerose obiezioni. Altri esami effettuati su tale lenzuolo sono stati: esame dell'immagine, del sangue, del tessuto, della polveri.

 

 

Erica Cazzola, 3^Ce