Giuseppe Ungaretti

 

A quarant'anni dalla scomparsa del famoso poeta e scrittore Giuseppe Ungaretti (8/02/1888-1/06/1970), lo volevo ricordare con due delle sue più famose poesie, che richiamano il passato e con esso la guerra.

 

San Martino del Carso

Di queste case
Non è rimasto
Che qualche
Brandello di muro
Di tanti
Che mi corrispondevano
Non è rimasto
Neppure tanto
Ma nel cuore
Nessuna croce manca
E’ il mio cuore
Il paese più straziato

Soldati

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie

Commento:

In San Martino del Carso ci viene presentato un paesaggio di guerra; dopo la distruzione poco rimane, solo 'qualche brandello di muro'. Guardando ciò immediatamente egli pensa ai tanti compagni che la guerra gli ha portato via. E il posto più straziato è proprio il cuore del poeta, dove  però nessun ricordo verrà a mancare: egli ricorderà tutti, anche se di loro non è rimasto nemmeno un 'brandello'.

 

Incredibile come Ungaretti, con meno di una decina di parole nella poesia Soldati, sia riuscito a farci capire la condizione del soldato durante la guerra. Egli paragona il soldato ad una foglia di un albero in autunno: per far staccare e quindi morire la foglia basta solo un colpo di vento, così come per far cadere un soldato basta un solo colpo di una qualsiasi arma da fuoco. La poesia è chiaramente riferita e dedicata ai soldati che andavano in guerra e che non sapevano mai quanti giorni da vivere ancora gli restassero. Fermiamoci a riflettere. Ma non siamo un po' tutti come foglie? Non abbiamo certezze nella nostra vita. L'unica? Anche noi un giorno come le foglie ci adageremo a terra vinti dalla morte.

 

Cazzola Erica, 3^CE