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preziosa testimone degli orrori della Seconda Guerra
mondiale Il 12 Novembre 2009 la scrittrice ha presentato il suo libro ai cittadini di Schio. Già alle 20.30 la sala dell’ex Lanificio Conte è gremita di gente,non c’è più un posto per sedersi. Tutte queste persone sono riunite per assistere alla conferenza di Helga Schneider,che presenta il suo nuovo libro “La baracca dei tristi piaceri”. L’incontro inizia con la lettura di un passaggio del nuovo libro e la presentazione di Helga da parte del prof. Di Cintio. Dopo più di mezz’ora la signora Schneider prende la parola. Inizia raccontando la sua biografia. Un’infanzia difficile:Helga,abbandonata dalla madre a soli 4 anni con il fratellino,si ritrova con una matrigna che la manda in collegio mentre il padre è al fronte. Si descrive come una bambina ribelle,traumatizzata dalla guerra vissuta dalla cantina di un condominio. Dopo la fine della guerra nel 1948 si trasferisce con padre,la matrigna e il fratello nel paese d’origine del padre:l’Austria. A 17 anni scappa di casa,estranea alla sua famiglia. Si stabilisce a Salisburgo, mantenendosi facendo la cameriera. Durante un viaggio in Italia conosce un ragazzo,lo sposa e decide di restare a vivere con lui nel nostro paese. Nel 1971,dopo tanti anni,decide di partire,col figlio di soli 5 anni, in cerca della madre. La trova,l’incontra e scopre il perché del suo abbandono. La donna aveva abbandonato i suoi figli per arruolarsi nelle Waffen-SS e fare la guardiana nei campi di concentramento. Helga rifiuta sua madre,accusata di crimini verso l’umanità e ancora fiera del suo passato di SS. In tutto questo tempo Helga scrive. Il 17 novembre del 1994, il giorno del suo compleanno,riceve una telefonata:la comunicazione che il suo libro “Il rogo di Berlino” verrà pubblicato da Adelphi.Dopo tanti rifiuti,finalmente la scrittrice può dare voce alla sua storia,che viene accolta con clamore nel mondo della letteratura. Il nuovo libro “La baracca dei tristi piaceri” è altrettanto atteso. L’autrice non ne svela la trama,ma mette tutti al corrente dell’argomento trattato. Parla dei bordelli nei campi di concentramento,del sesso come mezzo per migliorare la produzione nelle fabbriche,come strumento per non far dilagare i rapporti omosessuali tra uomini. Donne definite “asociali”,ree di intrattenere rapporti con ebrei,ingannate con la promessa di un lavoro di sei mesi,un salario e poi la libertà. Molte rifiutavano, ma molte altre accettavano,per sfuggire a morte certa. Dopo sei mesi il lavoro non finiva,erano indotte all’alcolismo, costrette all’aborto in caso di gravidanza. Un tema quasi sconosciuto,dato che le tracce dei bordelli sono state eliminate anche da campi famosi come Auschwitz e Mauthausen. Molte le domande che vengono poste alla signora,alcune delle quali di carattere molto personale,alle quali l’ospite non esita a rispondere. La prof.Rigotto, insegnante di tedesco del nostro istituto, chiede perché Helga scriva tutti i suoi libri in italiano,non utilizzando la sua lingua madre,il tedesco. Helga spiega che ha perso l’abitudine del tedesco e che l’italiano le è più facile da usare perché per lei è la lingua che riguarda l’affettività. Arrivata in Italia ha conosciuto la famiglia del futuro marito, che l’ha accolta e l’ha fatta sentire a casa come non le era mai successo. Un lungo applauso chiude l’incontro. Il giorno seguente Helga Schneider sarà in qualche altro paese,a raccontare la sua storia con la forza ed il coraggio che solo pochi hanno. Erica Balasso 5AE |